Luna nuova – 4.giugno.2016

Viaggiare

Svariati sono i luoghi dove gli esseri
cercano di sfuggire alla paura:
montagne, boschi, parchi e giardini
e luoghi sacri.
Ma nessuno di questi offre vero rifugio
nessuno ci libera dalla paura.

  Dhammapada strofe 188-189
 

Andare in giro per il mondo è oggi molto più diffuso che mai. In generale ‘viaggiare’ ha probabilmente sempre avuto un suo certo fascino, ma le disponibilità economiche e la tecnologia hanno ampliato tale fascino.

Qualsiasi ragione si attribuisca al viaggiare – cercare di ‘trovare se stessi’, liberarci, risvegliarci – ci possono però essere anche altri fattori che inducono a tutta questa attività. Un aumento di irrequietezza ha nulla a che fare con tutto ciò?

Quando il nostro impulso ad andare in posti e incontrare gente nasce da un senso di adeguatezza e benessere, una simile esperienza di certo potrebbe ispirare una comprensione e ampliare la consapevolezza.

Ma quando il viaggio è motivato dalle nostre paure di inadeguatezza non riconosciute, quando l’esigenza del viaggio deriva dalla nostra limitata capacità di ricevere consapevolmente sentimenti di irrequietezza, viaggiare potrebbe essere niente di più dell’ennesima indulgenza in distrazioni.

Tutta l’energia che potremmo investire nei nostri viaggi non ci libera dalla paura che ci spinge. Il vero rifugio a cui il Buddha ci vuole condurre è lo sviluppo della consapevolezza fino a quando si espanda al di là di tutti i limiti che le abbiamo abitualmente imposto, fino a realizzare un innato coraggio.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

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