Luna piena – 2 settembre

Un cuore in connessione

Per vite innumerevoli ho vagato
cercando invano
il costruttore della casa
della mia sofferenza.
Ma ora ti ho trovato, costruttore
di nulla da oggi in poi. 
Le tue assi sono state rimosse
e spezzata la trave di colmo.
Il desiderio è tutto spento;
il mio cuore, unito all’increato.

  Dhammapada strofe 153-154

Chi è il costruttore della casa che il Buddha considera responsabile della sua sofferenza?
È l’inconsapevolezza, la fonte di ogni nostra abitudine alla distrazione: tutte le storie che continuiamo a raccontare a noi stessi e le fantasie che abbiamo imparato a non mettere in discussione.

È degno di nota che il Buddha non dica che colui che ha causato la sua sofferenza è stato ucciso; afferma solo: “Sei stato visto!”. Vedere è sufficiente per mettere fine alle cause della sofferenza.

Dovremmo essere saggi, seguire il suo esempio e allenarci a semplicemente ‘vedere’ il processo, con cui Egli intende comprendere, di come sia l’attaccamento a causare sofferenza.
Dobbiamo allenare la nostra attenzione e ricordare che tutte le esperienze sorgono e cessano entro un campo di consapevolezza priva di un sé.

La consapevolezza senza un sé, il puro conoscere, è il nostro Rifugio nel Buddha.

Con auguri di ogni bene,

Bhikkhu Munindo

Ringraziamenti a Chandra per la traduzione.

Le strofe utilizzate in queste Riflessioni mensili sono tratte da “Dhammapada per la contemplazione”, edizione italiana a cura del monastero Santacittarama. Per una interpretazione più letterale, vi invitiamo a consultare altre traduzioni.

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