I Precetti secondo il Venerabile Ajahn Sumedho

 

I Cinque… Otto… o Dieci Precetti sono le linee guida con le quali si incoraggiano le azioni delle persone consapevoli.
Sono meglio detti come degli standard ideali di comportamento per gli esseri umani, che devono essere rispettati e coltivati.

Carenze per quanto riguarda il rispetto dei precetti non costituiscono necessariamente un peccato o un male, ma piuttosto indicano dove sono necessari maggiore impegno e consapevolezza.
La pratica dei precetti è benefica sia per quelli che la usano, sia per quelli che incontrano queste persone.

I primi cinque sono raccomandati per tutte le persone:

1. Non uccidere intenzionalmente qualsiasi creatura vivente;

2. Non prendere qualsiasi cosa che non sia dato;

3. Frenarsi dal praticare una condotta sessuale irresponsabile.

( Come parte degli Otto o dei Dieci Precetti, viene osservato come completa castità, tipo frenarsi da qualsiasi attività sessuale);

4. Non parlare falso, abusivamente o maliziosamente;

5. Non assumere qualsiasi bevanda intossicante e/o alcoolica o droghe.

 

I prossimi tre (più la stretta osservanza del terzo precetto) sono l’aiuto tradizionale alla rinuncia per quelli che si sono ingaggiati nella pratica profonda:

6. Non assumere cibo solido dopo mezzogiorno;

7. Non cantare, suonare musica, ballare o prendere parte a giochi o esibizioni; non abbellirsi o adornarsi il proprio corpo;

8. Non usare un letto comodo o di lusso.

 

Arrivando ai dieci precetti (che sono la base per i mendicanti) si deve dividere il settimo in due precetti, e quindi aggiungere il seguente:

10. Non maneggiare o gestire denaro.

 

 

( dal libro Cittaviveka – Discorsi del Venerabile Ajahn Sumedho )

Ogni bene, Sudhammo

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