bianca nimmala risponde

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21 risposte a bianca nimmala risponde

  1. Sudhammo Sudhammo scrive:

    GENITORI-FIGLI -2-
    ===========

    breve rilettura…
    sigala sutta
    http://www.lapanchinadelmonastero.it/?p=2617

    ogni bene, osvaldo sudhammo

  2. Sudhammo Sudhammo scrive:

    GENITORI… FIGLI…
    ==============

    è un rapporto che unisce come nessun altro. neanche il legame tra marito e moglie è un legame altrettanto forte…
    la teoria che claudio spiega è vera, ma c’è bisogno di trascendere quella parte di rapporto che è “solo” terreno.
    il buddha stesso dice di essere molto ripettosi, generosi e grati ai nostri genitori.
    loro, come tutti gli altri esseri viventi, sono oggetto di metta.
    loro, come tutti gli altri esseri viventi, sono oggetto di compassione, specie nell’accompagnarli nel cammino della vecchiaia, quando gli anziani diventano vulnerabili quanto i bambini.
    le attenzioni, l’amore, la vicinanza dei figli ai loro genitori non va contro gli insegnamenti del buddha stesso.
    ciò che è negativo, casomai, sarebbe l’attaccamento morboso che lega molti figli ai genitori, e molti genitori ai figli, togliendo l’aria da respirare agli uni e agli altri. credo che claudio si riferisce a questo tipo di rapporto, che condivido.

    ogni bene, osvaldo sudhammo

  3. Nimmala Nimmala scrive:

    Ciao claudio, estremamente difficile. In teoria non fa una piega ma in pratica? Nonostante l’esortazione del buddha e la pratica di metta. Tutti quelli seduti qua insieme a noi, o magari quelli che leggono gli articoli e i nostri commenti, ci saranno riusciti? Hai dato una logica spiegazione teorica che non fa una piega, ma individualmente, nello specifico siamo preparati? Siamo cosi forti? Augurare metta a tutti gli esseri e’ certamente un bella cosa, le sensazioni positive e benefiche di questo augurio sono anche nostre.
    Con metta
    Bianca nimmala

  4. Claudio2 Claudio2 scrive:


    il buddha da qualche parte ci invita ad abbandonare questi sentimenti, lo so è molto difficile non avere predilezione per i nostri figli ma coltivare uno stato mentale del genere ci rende equanimi e nella pratica di metta rendiamo un bene anche a loro stessi con metta claudio

  5. Nimmala Nimmala scrive:

    Ciao mani i, questa attuale, non e’ che l’ennesima situazione riguardante la salute dei miei familiari nella quale mi trovo. A pertire da me, che combatto da anni con qualcosa che mi sono fatta amica. Ormai. Ce n’e e ce n’e stato un po’ per tutti, e hai ragione quando dici cosi e’ la vita. E non potendola cambiare attraversiamo una serie di stati emotivi dolorosi, che quando iniziano a calare d’intensita’ ti donano una forza che nello sgomento iniziale non pensavi di poter superare. Mi scrivi paralizzanti sulla mente e sul corpo. E’ vero a tratti ho sentito come il corpo anestetizzato, la mente raccolta nel silenzio che ha attraversato momenti di buio fitto. Metta e’ stata anche per me la mia ancora, la mia speranza che porta sempre i suoi buoni frutti, coltivandola sempre a prescindere. Mi hai detto qualcosa di nuovo sai, si ha bisogno di sentire da qualcun altro per rinnovare gli insegnamenti di questo sentiero, parole di aiuto che non fanno sentire soli. Si riemerge piu’ forti. Ti ringrazio per questo, e per mio padre.
    Con metta
    Bianca nimmala

  6. manu i scrive:

    cara nimmala vorrei unirmi anch’io agli altri per augurare a tuo padre una pronta guarigione. 5 anni fa sono stata accanto a mia madre in una malattia lunga e senza buon esito. ho praticato con tantissima intensità ho praticato non per saper accettare la realtà che mai come in quel periodo era chiara,lucida con un percorso che sapevo dove doveva portare, ho praticato imparando a conoscere emozioni nuove e persistenti nella mia vita, tristezza ,paura, sentimenti di grande dolore per l’altro che soffre e tu non puoi nulla. io ho potuto “agire ” le mie emozioni, spostare fisicamente nella qualità della mia presenza il sentimento di un distacco che mi faceva da sottofondo .come ti ha detto claudio2 la tua condizione di lontananza non ti aiuta certamente, perché devi contenere emozioni forti e a volte paralizzanti sulla mente e sul corpo. . la mia storia mi ha insegnato a vedere l’impermanenza forse nella maniera piu’ chiara e a sapere che stando con le emozioni con ciò che , almeno nel mio caso viene riassunto con “cosi’ è la vita” mi ha permesso di capire a fondo cosa vuol dire questa frase anche se purtroppo quando la ricevi dalla bocca degli altri ha un sapore amaro e sembra scontata. adesso mi sento piu’ forte su questo fronte, ho attraversato altri dolori sotto questo aspetto lasciando essere le emozioni che provavo,non rimandandole via in nessun modo e recitando metta per la persona in difficoltà perché se non posso essere utile con la mia presenza posso colmare questo vuoto con la metta non ti ho detto niente di nuovo da ciò che già stai facendo …..chiudo augurandoti ogni bene a te e a tuo padre

  7. Claudio2 Claudio2 scrive:

    mia moglie

  8. Claudio2 Claudio2 scrive:

    ciao nimmala ieri sera, a proposito di prendere la vita con leggerezza, ho passato una bottiglia di plastica a mia nel prenderla ha fatto fuoriuscire il contenuto…e molti fanno così per tutto anche con la sofferenza e il piacere,il fenomeno non va mai afferrato con forza tenuto leggermente diviene più facile lasciarlo andare con metta claudio

  9. Nimmala Nimmala scrive:

    L’articolo che ho appena pubblicato, ha per titolo “i buddhisti sono piu’ sereni”. Capito’ tra le mani mie e di sudhammo mesi fa. E ci fu una simpatica battuta di una signora che mi disse nella sua semplicita’…… Voi buddhisti sorridete sempre, vi scivola tutto addosso, affrontate la vita con leggerezza. Beh non aveva capito granche’, pazienza!
    La mia risposta da toscanaccia quale sono fu….. Signora abbia pazienza ma non siamo cretini!
    Shared with all of you.
    Con metta
    Bianca nimmala

  10. Nimmala Nimmala scrive:

    Meditare agisce sul sistema nervoso come una specie di massaggio e rende rilassati nervi ed emozioni. Lo dice uno studio d’oltreoceano dall’Università del Wisconsin di Madison pubblicato sulla rivista britannica New Scientist. Certo il buddismo non è da considerarsi propriamente una religione in quanto Buddha non è un Dio ma una guida da utilizzare come modello, ma il discorso non cambia, perché l’importante è la serenità, non importa come uno la consegue.

    Il buddismo è, infatti, una disciplina che incentra le sue attenzioni sulle persone e sulle potenzialità di queste di usufruire delle proprie energie per modificare i propri stati d’animo e conseguentemente la positività del contesto che li circonda. Ma vediamo come gli studiosi americani del Wisconsin sono arrivati a quest’ardita affermazione che rischia di alterare il dibattito teologico internazionale. Dopo aver eseguito dei i rilevamenti con sonde elettromagnetiche sull’attività cerebrale di chi ha esperienza nella meditazione, l’équipe ha dimostrato che ci sono aree della corteccia costantemente “accese”. Anche quando i soggetti sotto esame non stanno meditando.

    Tali aree sono state localizzate nel lobo prefrontale sinistro che si accendono solitamente con le emozioni di tipo positivo e nell’esercizio del controllo di sé. Nel corso dell’esperimento, i praticanti hanno reagito alle situazioni con minore ansia, risentimento e aggressività. Una tesi sostenuta anche dal professor Paul Ekman, neuroscienziato dell’University of California, secondo cui la meditazione e la capacità di riflettere temperano l’attività dell’amigdala, un organo a forma di mandorla che costituisce una delle aree più antiche della parte anteriore del cervello dei mammiferi. Quest’organo, assieme alle conformazioni circostanti, è legato ai ricordi negativi e alle sensazioni della paura e della rabbia.

    La meditazione quindi contribuirebbe a un’integrazione dei circuiti legati alle emozioni primarie e negative con circuiti evolutivamente più recenti, realizzando così una specie di filtro delle emozioni, che verrebbero esperite e vissute in maniera più razionale e positiva”. A questo punto a noi non resta che dire: “Buona meditazione a tutti…”
    Con metta
    Bianca nimmala

  11. Nimmala Nimmala scrive:

    ciao Caludio e buona domenica anche a te. In realta’ non so se ci siamo mai conosciuti, a meno che a causa di un miracolo non ci siamo sfiorati piu’ che incontrati al monastero solo in estate. Pensando a presentiamoci…. Io sono quella che vive in medio orienteda 12 anni e che manca dall’itali da 23, quindi le probabilita’ sono assai ridotte. Detto questo, non credo di averti sopravalutato, anzi ti esprimi come una persona che ha studiato, compreso, accettato e pratica bene. Sei forte!!!
    Faro’ tesoro dei tuoi consigli perche’ se questo e’ cio’ che riesci a dare e’ tantissimo.
    La mia personale sofferenza, quella che vivo sulla mia pelle anch’io lascio che sia, ma devo semplificare sui sentimenti che mi legano alle persone
    care. “lavori in corso”. Grazie per aver condiviso con me.
    Con metta
    Bianca nimmala

  12. Claudio2 Claudio2 scrive:

    ciao e buona domenica,ho paura che mi stiate sopravvalutando, scrivo semplicemente quello che “vedo”; nimmala (sai che non riesco a visualizzarti? come e dove ci siamo conosciuti) la lontananza la mancanza di contatto fisico è causa di sofferenza , è naturale che sia così ed è quello che dobbiamo osservare no negarlo ma prova ad accettarla non farla tua vedrai che diventerà più amorevolmente sopportabile non è con la negazione che si superano certi momenti, è il Dhamma, inteso in ciò che è e non potrebbe essere altrimenti, che si manifesta, rifacciamoci sempre al kamma ciò che è manifesto è effetto e causa, ho iniziato a percorre il sentiero eoni di vite fa e ancora non ho “spezzato la trave di colmo” (dhammapada 153-154),in questo giro di giostra da sette anni, come scritto precedentemente; ho avuto diverse perdite (madre padre sorella cugine…)ed a questi eventi ho reagito soffrendo come è naturale che sia, ora di fronte la “mia” sofferenza lascio che sia, non la rifuggo la osservo ma non la faccio mia c’è punto ma è impermanente punto. questo è quello che riesco a dare con metta claudio

  13. Nimmala Nimmala scrive:

    Ciao Sudhammo, abbiamo avuto la medesima certezza sulle competenze di claudio. Sarebbe di enorme aiuto una sua risposta. Gliene sarei grata.
    Sai sudhammo, non e’ possibile che venga colta la nostra sofferenza, quella che non e’ dimostrata. E dentro, quello che succede, rimane dentro e’ per noi. Insensibilita’ e menefreghismo che credono di vedere e’ come ben sappiamo fermarsi alle apparenze. Non dobbiamo dimostrare niente per essere condivisi nei nostri atteggiamenti. Ognuno sceglie il suo percorso e lo porta avanti. Il mio silenzio meditativo e’ stato portatore di pace per me e se non e’ stato criticato e’ perche’ non avevo un pubblico.
    Con metta
    Bianca nimmala

  14. Sudhammo Sudhammo scrive:

    L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA
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    bianca nimmala scrive: ” … Meditando in silenzio, all’apparenza minimamente scalfita mentre invece facevo i conti con me stessa … ”

    stare nel proprio silenzio non significò -per me- eludere la sofferenza, non fu fuggirla.
    agli occhi di chi come me era li in apprensione, sembravo amorfo, quasi noncurante, alle brutte indifferente. questo è un brutto feedback che si rilascia agli occhi degli altri. mentre invece l’ansia e l’apprensione erano molto alte: ma non mi facevo travolgere dalla disperazione che ne potrebbe conseguire.
    questo atteggiamento, questa mia reazione è stata letta male dagli altri nel tempo.
    lo stesso mi successe quando la mia ex-moglie perse la terza gravidanza-secondo figlio… fui accusato di “menefreghismo”, di totale indifferenza di fronte a fatti tanto importanti. non era assolutamente vero. soffrivo nel mio profondo di padre. troppe volte però si pensa che i sentimenti di un padre siano di seconda classe, e che la reazione compita di fronte agli eventi naturali anche infasuti sia qualificabile come ignobile.

    mi piacerebbe ascoltare qualche esperienza di vita dove ci siano stati eventi simili raccontata da claudio2; claudio sei molto ben preparato e si sente che la tua pratica è profonda e da lungo tempo. come sei riuscito a reagire ad eventi simili -nel caso ti fossero accaduti- e come si sei osservato… e come la pratica ti ha sostenuto?
    grazie nel caso che tu voglia condividere, altrimenti grazie cmq.

    ogni bene, osvaldo sudhammo

  15. Nimmala Nimmala scrive:

    Caro Claudio, ti ringrazio prima di tutto per la pronta guarigioni che auguri a mio padre. Se ben ricordo, la tua professione ti conduce ogni giorno a rapportarti con chi soffre e per quella sorta di predisposizione buddhista tu hai quotidianamente un compito di condivisione con i tuoi pazienti. Credo tu sia una persona intelligente e ben preparata, ne ho conferma ogni volta che leggo i tuoi scritti.
    Tutte quante sono formazioni mentali, dalla paura al non saper dare la giusta importanza alle emozioni, al senso di perdita nel quale ci troviamo catapultati un giorno all’improvviso. Riprendo da una tua frase: grati al khamma perche’ ci mostra il dhamma. Sono abbastanza severa con me stessa, con difficolta’ riesco a perdonarmi gli errori. Do molto spazio alla pratica e alla comprensione degli insegnamenti, ma ho ancora dei grandi limiti che realizzo essere un freno a progredire. E’ vero, se non c’e Possesso non c’e perdita, ma ecco davanti a te senza falsa copertura aprire la parentesi che mi impedisce di superare del tutto questo concetto/ realta’!
    Anche se sono convinta che nessun luogo e ‘ lontano come cita una frase in un libro di richard bach, saprai anche tu dove vivo da un sacco di tempo ed e’ per me la lontananza un ostacolo che mi fa sentire anche se con benevolenza tagliata fuori dalla vita dei miei cari. Tutto si amplifica, tutto si
    complica e viene percepito in maniera distorta. Mi sto impegnando, credimi, a modificare semplificando.
    Leggero’ con interesse il link che mi suggerisci.
    Con metta
    Bianca nimmala

  16. Claudio2 Claudio2 scrive:

    ciao!
    Dovendo lasciar andare la paura, strettamente collegata ad una perdita che racchiude in se tutto l’amore.
    ==============================
    cosa lasciamo andare se non una nostra formazione mentale non c’è perdita se non c’ è possesso….e non c’è possesso se non c’è io e mio, siamo grati al khamma che ci mostra il Dhamma sempre con metta claudio

    mi auguro una pronta guarigione per tuo padre prova a leggere questo http://www.saddha.it/wp-content/uploads/Chi-dar%C3%A0-da-mangiare-ai-topi.pdf

  17. Andreina Andreina scrive:

    E’ vero la stella cadente e’ bella quanto veloce Forse bella perche’ veloce Porta poesia ispira amore Un amore che nasce dopo aver visto una stella cadente La stella cadente L’amore resta l’amore che resta Permane
    🙂 Andreina 🙂

  18. Claudio2 Claudio2 scrive:

    una stella cadente è molto bella perchè il tempo in cui la possiamo vedere è brevissimo;
    avevo letto già precedentemente quanto nimmala ha scritto,poi mi sono seduto per meditare e …il fenomeno (la stella cadente) non esiste, è impermanente e in quanto tale non è ascrivible al tempo , togliamo l’ultimo velo, se “esistess” avrebbe una sorta di permanenza invece la stupefacente intuizione di sakyamuni è che ha visto la realtà del fenomeno come non nato non creato è la co-produzione condizionata o i cinque aggregati che rendono il dhamma come qualcosa di falsamente “permannete” con metta claudio

  19. Nimmala Nimmala scrive:

    Il lasciar andare, quel luogo comune da te definito e che condivido.
    Quando si presenta alla nostra attenzione e’ come una montagna irta. Ci sono situazioni che coinvolgono gli affetti in cui non e’ facile lasciar andare, e il lavoro che ci viene richiesto e’ impegnativo. Dovendo lasciar andare la paura, strettamente collegata ad una perdita che racchiude in se tutto l’amore.
    Con metta
    Bianca nimmala

  20. Nimmala Nimmala scrive:

    Caro Sudhammo, comprendi perche’ sei mio amico, perche’ percorriamo insieme il sentiero e perche’ ci sei passato prima di me! Anche in questo caso e’ la salute di mio padre.
    Meditando in silenzio, all’apparenza minimamente scalfita mentre invece facevo i conti con me stessa. Un profondo sconvolgimento dei piani, a livello teorico, concedimi la battuta. Poi quello che e’ sato il mio sentire e’ un’altra storia. La sensazione di non avere imparato niente. Durante l’attesa, gli esiti e poi quel raggio di luce che ti raggiunge concretamente con la consapevolezza che non puoi e non devi neppure desiderare di cambiare cio’ che sta accadendo. Dargli il giusto valore e lavorarci sopra come ho fatto io, senza strapparmi i capelli, senza panico. Ma con un grande silenzio dove rifugiarsi.
    Con metta
    Bianca nimmala

  21. Sudhammo Sudhammo scrive:

    UN PROFONDO SILENZIO
    =================
    bianca nimmala scrive: ” … Sono scivolata mio malgrado confrontandomi col dolore chiudendomi nel silenzio … ”

    cinque anni fa, mio padre colpito da ictus… in sala operatoria… ci avevano avvisato che c’erano delle probabilità che non ne sarebbe uscito vivo.
    mia madre in preda alla disperazione… mio fratello che si controceva per l’ansia incontrollata… io chiuso nel mio silenzio, in piena presenza mentale, che praticavo la meditazione camminata nel corridoio…

    un profondo silenzio, degno del momento, adeguato a ciò che stava accadendo.
    mente chiara, aperta, non sbattuta da una parte all’altra ad ogni aprirsi o chiudersi di una porta… “quella” porta.

    nimmala,
    comprendo il tuo silenzio…
    il tuo dignitoso silenzio…
    il tuo amoroso silenzio…

    ogni bene, osvaldo sudhammo